Apri il menu principale

Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/201


capitolo terzo 181

che l’Ammiraglio aspettava da tre mesi! Per un istante fu tentato giovarsene, non ostante il cattivo stato delle sue caravelle; nondimeno il suo istinto lo stornava da quel perfido invito. Diffatti, corse appena quattro leghe, continui colpi di vento impedirono di attenersi a qualsivoglia direzione. Colombo fu costretto di tornare a Bel Porto per attendervi il ritorno della calma; ma in quella che vi entrava, una violenta burrasca lo respinse al largo. Le onde erano sì alte, e le scosse così violenti, che non sapeva più come governare: ammalò di nuovo, gli si riaperse un’antica ferita, e per nove giorni lotto colla morte1. Soffi contrari e incessantemente variabili impedivano egualmente di entrare in porto e di guadagnar l’alto mare. Alle caravelle sovrimpendeva il pericolo di andare sommerse, oppure di rompersi contra gli scogli, che il ribollimento del mare impediva scernere.

Tuttavia i marinai e i piloti della spedizione, che pensavansi aver sostenuto in questa campagna tutti i rigori del mare, non avevano per anco subita una vera procella oceanica. E noto oggidì che sotto le latitudini intertropicali, presso la gran corrente equatoriale, i fenomeni metereologici aggiungono ad un grado di forza, di splendore e di maestà sconosciuto nelle nostre regioni. Talvolta la linea rotta dai lampi traversa tutto quanto l’orizzonte: il rimbombo della folgore vi ha una sonorità spaventevole: la portata delle onde vi oltrepassa le nostre misure.

Trastullo de’ flutti, le quattro caravelle venivano ora spinte sulla cima delle onde diventate montagne, ed ora precipitate ne’ cupi vortici scavati alla loro base: non fu mai che si vedesse l’Oceano cotanto orribile, e così coperto di spuma2. ll cielo, coperto di nubi tinte in rosso, cariche di folgori, era grave e soffocante. Ad ogni momento, immensi baleni solcavano le nubi e infiammavano l’orizzonte: gli occhi non sapevano sostenere lo splendore di quell’incessante sfolgoramento, e i marinai chiude-

  1. Cristoforo Colombo, Lettera ai Re Cattolici scritta dalla Giammaica il 7 luglio 1503.
  2. “Ojos nunca vieron la mar tan alta, fea y hecha espuma” — Cuarto y ultimo viage de Colon.