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Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/199


capitolo secondo 179

perti, per diffetto d’alberi. Le piante acquatiche, le alte erbe formicolavano di alligatori ch’esalavano un forte odore di muschio, sdraiati al sole. Per nove giorni il cattivo tempo ritenne la squadra in quel luogo che l’Ammiraglio chiamò (el Cabinet) la Ritirata.

Gl’indigeni, miti e fidenti, giunsero recando viveri e ornamenti d’oro, intavolando contrattazioni di cambi sotto la sorveglianza dell’Ammiraglio. Per malaventura, protetti dalla disposizione dei luoghi, alcuni marinai, deludendo la vigilanza degli ufficiali, fuggirono la notte, andarono nelle capanne, ove erano dianzi stati accolti ospitalmente, e vi si bruttarono di violenze che ne irritarono gli abitatori: vennero questi ad assalire le caravelle. L’Ammiraglio fece di tutto per evitare lo spargimento del sangue: invano tentò acquetarli: divennero tanto più arditi, quanto maggiore era la dolcezza che lor si mostrava: Colombo volle intimorirli con una scarica di cannone a polvere: ma abituati ai fragori più spaventevoli del tuono, risposero a quella scarica con insulti, battendo la terra e gli alberi colle loro clave: allora, a suo gran malincuore, l’Ammiraglio fece pigliar di mira dal primo mastro cannoniere Matteo, con un cannone di grosso calibro, il luogo ove i selvaggi stavano riuniti: quando ebbero veduto l’effetto di quel colpo, fuggirono tremanti dietro le montagne.