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dodici metri, fra i quali la pietra calendaria e quella dei sacrifici, ornano la gran piazza di Messico, ed altri qua e là vanno discoprendosi in massi smisurati fra molti idoli quali scolpiti in figure ed altri in geroglifici tuttavia d’incerto significato. La piramide di Cholula pareggia in altezza la terza del gruppo di Ghisè, e nella base eguaglia in larghezza quella dei più grandi consimili monumenti d’Egitto.

Di là egli saliva agli altipiani, ai quali mano mano fanno gradino le coste delle Cordigliere presentando un aspetto affatto nuovo ed una configurazione speciale del Messico, quasi natura volesse porlo al coperto d’ogni esterno assalto. L’orizzonte politico di questi nuovi paesi accordavasi mirabilmente con l’aspetto loro fisico, esercitando sull’animo del nuovo viaggiatore una maggiore impressione perchè in armonia pienamente fra loro. Il mondo esteriore ridestavasi a nuova vita, come il morale a seducenti speranze. Dalle basse ed incolte terre di approdo montato il Beltrami agli altipiani, onde il Messico si divide, vi trovava ragione perchè sotto una stessa torrida zona il clima loro sia così temperato, e mentre colà non vive che una pallida languente vegetazione, tutto a breve distanza si rianimi e rifiorisca. Ben si può dire che quivi i climi si succedano come a strati, gli uni sopraposti agli altri, mentre immense pianure si stendono sul dosso delle Cordigliere ad una altezza eguale a quella della vetta del Cenisio, standosi le città principali della Nuova Spagna da 2 mila a 2500 metri so-