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dei preti 85


Una volta il demonio mi disse: «anche Dio ha il suo inferno: che è il suo amore per gli uomini».

E di recente lo intesi soggiungere queste parole: «Dio è morto per la sua compassione verso gli uomini».

Sicchè state in guardia contro la pietà; da quella parte sovrasta agli uomini una grande minaccia simile a gravida nube! E — voi sapete — io conosco i segni della tempesta.

Ma tenete a mente questa sentenza: Ogni grande amore è sempre superiore alla propria pietà: giacchè ciò che ama, esso vuol prima crearlo!

«Sacrifico me stesso al mio amore, e con me anche il mio prossimo» — così devono dire tutti coloro che creano.

Ma tutti coloro che creano sono crudeli».

Così parlò Zarathustra.




Dei preti.

E un’altra volta Zarathustra fece un cenno ai suoi discepoli, e parlò loro così:

«Qui ci sono dei preti. Quantunque essi sieno miei amici, passate accanto a loro silenziosi e con la spada nel fodero!

Anche in mezzo a loro ci sono eroi: molti di essi troppo soffersero: — ora vogliono far soffrire gli altri.

Sono cattivi nemici: la loro umiltà è fatta d’odio. E facilmente s’insozza colui che li tocca.

Ma il mio sangue è affine al loro: e io voglio saper onorato il mio sangue anche nel loro».

E come furono passati oltre, Zarathustra fu preso da dolore; e, poi che ebbe lottato alcun poco col suo dolore, ricominciò così:

«Mi fanno pena questi preti. Mi sono odiosi; ma ciò poco m’importa dacchè ora mi ritrovo tra gli uomini.

Ma io soffro e soffersi con loro: per me essi sono dei prigionieri e dei marchiati. Colui che essi chiamano redentore, li caricò di ceppi.