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Ultimi giorni 281


Era verso l’ora del tramonto dell’ultima giornata di villeggiatura e un’ombra di tristezza passava sulla fronte serena della fanciulla all’idea delle lotte quotidiane che l’aspettavano in città per far studiare i suoi fratelli e tener disciplinata quella schiera irrequieta.

Quando vennero don Vincenzo e il professor Damiati per passare quelle ultime ore nella sua compagnia, erano dispiacenti anch’essi di dover interrompere la piacevole consuetudine di vedersi tutti i giorni, e di veder partire i loro amici.

La sera era bella e piena di profumi, e stettero fuori per un po’ di tempo, girando per il giardino e contemplando la luna che sorgeva sull’orizzonte come un disco infocato.

I ragazzi presero in mezzo a loro don Vincenzo, e gli fecero raccontare un episodio del quarant’otto.

Maria e il professore passeggiavano lentamente rimpiangendo i bei giorni passati, e formando progetti per l’anno venturo, quando si sarebbero ritrovati insieme, in mezzo a quelle colline.

— Verrà a vederci qualche volta anche in città? — disse Maria. — Se sapesse il bene che mi ha fatto coi suoi consigli e il suo aiuto! — soggiunse. — Anche Carlo dopo le sue le-