Pagina:Corano.djvu/272


capitolo xlvi. 259


13.  Saranno in possesso del Paradiso, vi staranno eternamente, e riceveranno colà il premio delle loro opere.

14.  Noi abbiamo raccomandato all’uomo di comportarsi bene verso il padre e la madre. La madre lo porta con incomodo, ed il tempo ch’essa porta il figlio, e (l’allattamento) fino a slattarlo, durano trenta mesi; egli giunge infine alla maturità, giunge a quarant’anni, ed allora volge a Dio questa preghiera.: Signore ispirami riconoscenza per i benefizi di cui mi hai ricolmo, fa che io faccia il bene che ti piace; rendimi felice co’ miei figli. Io ritorno a te, e sono nel numero di coloro che s’abbandonano a te1.

15.  Sono gli uomini le di cui più belle opere noi accoglieremo, sorpassando le cattive; essi saranno fra gli abitanti del Paradiso. Le promesse a loro fatte sono promesse infallibili.

16.  Colui che dice ai suoi parenti: Andate via2! Mi promettete voi ch’io rinascerò dal sepolcro? tante generazioni sono passate prima di me! i suoi parenti imploreranno Dio in suo favore. Guai a te! gli diranno essi: Credi, giacchè le promesse di Dio sono vere. Ma egli dirà: Sono favole degli antichi.

17.  Egli sarà di quei la di cui condanna è stata decretata, del numero di quei popoli altra volta distrutti, dei popoli di genj, e d’uomini. Essi periranno.

18.  Vi sono gradi per tutti, gradi delle loro opere, affinchè Dio paghi esattamente le azioni di tutti, e che non siano lesi.

19.  Il giorno in cui si manderanno gl’infedeli al fuoco, si dirà loro: Voi avete dissipato nella vita i doni preziosi che vi furono dati; avete voluto goderne in tutta fretta; oggi sarete pagati col gastigo dell’ignominia, perchè vi siete ingiustamente mostrati orgogliosi sulla terra, e vi davate agli eccessi.

20 Parla nel Corano del fratello d’Ad3, che predicò al suo popolo nell’Alahkaf, dove furono avanti e dopo di lui altri apostoli; egli diceva loro: Non adorate altri Dii fuorchè Dio; poichè temo per voi il gastigo del gran giorno.

21.  Vieni forse, gli dissero essi, per allontanarci dalle nostre divinità? Se tu sei veritiero, fa venire (le disgrazie) di cui ci minacci.

22.  Dio solo le conosce, egli rispose; io non fo ch’esporvi la mia missione; ma veggo che siete un popolo immerso nell’ignoranza.

23.  E quando videro una nube che si avanzava verso le loro valli, dicevano fra loro: Questa nube ci recherà la pioggia. No, è ciò che volevate affrettare: è il vento che reca un gastigo crudele.

24.  Ed esterminerà tutto per ordine del Signore. L’indomani non si vedevano più che le loro case. È così che noi rimuneriamo i colpevoli.

25.  Li avevamo posti in una condizione simile alla vostra, (o mecchesi!) avevam loro dato l’udito, la vista, e cuori (fatti per sentire); ma nè l’udito, nè la vista, nè i loro cuori, non servirono loro a nulla poichè niegavano i segni di Dio; furono infine oppressi dal gastigo di cui si ridevano.

26.  Abbiamo distrutte delle città intorno a voi; abbiamo fatto passare per ogni dove i nostri segni d’avvertimento, affinchè essi ritornassero a noi.

27.  E perchè quei che si erano scelti a fianco di Dio per loro divinità e per adorarli, non li hanno essi ajutati? Per lo contrario, essi sono spariti dai loro occhi. Tale è la bugia degl’infedeli, tali sono le loro invenzioni.

28.  Un giorno noi conducemmo una compagnia di genj per far loro ascoltare,

  1. Le parole di questo versetto si riferiscono indirettamente, secondo i commentatori, ad Aboubeker, poi Califfo, che non abbracciò la nuova religione che all’età di quarant’anni. Suo padre ancora abbracció l’Islamismo.
  2. Letteralmente: Canchero di voi! A cui abbiamo sostituito la frase: Andate via!
  3. Cioè un uomo del popolo di Ad, concittadino degli Aditi.