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DELL'INGEGNERE MILANI 403

54. Scarso numero delle locomotive, cioè una per 20 mila metri di strada (errore di parecchi milioni).
55. Scarso numero delle carrozze e dei carri (idem).
56. Somma insufficiente per gli edifici delle stazioni principali e secondarie (idem).
57. Mancanza assoluta delle piccole stazioni intermedie.
58. Mancanza assoluta dei ricoveri per le guardie.

IV. Nell’avviamento dell’impresa.

59. Renitenza dell’ingegnere Milani a studiare il braccio da Treviglio a Bergamo.
60. Sua renitenza invincibile a studiare quello da Milano a Monza.
61. Conseguente rivalità d’un’altra impresa.
62. Renitenza dell’ingegnere Milani a intraprendere i lavori nell’aprile 1840, e sue conseguenze nel Congresso 30 luglio.
63. Illegali sue pretensioni, disordine ch’egli introduce nell’impresa.

Alla fiacca, ciarliera e rozza difesa del sig. Milani ci pare aver qui dato una replica bastevolmente compiuta. Tuttavia se fra tante minuzie qualche punto fosse rimaso obliato od oscuro, in cosa di si ingente rilievo saremmo sempre desti e pronti a porgere qualsiasi schiarimento, e non avremmo altro riguardo a parlare, che quello della pazienza de’nostri lettori. Ci duole, che, questa essendo pure una questione di cose e d’altissime cose, abbia aspetto d’un litigio di persone; ci duole d’aver l’apparenza di parlar tanto di noi medesimi, quando in fondo a tutto questo diverbio, si agita l’ottimo o il pessimo uso d’ottanta milioni, e si tratta di giudicare quali mani siano degne di si vasta fiducia. Già da cinque anni e più, con perseveranza e con lealtà, e non senza effetto, abbiamo promosso questa splendida causa; e se poco conto gli azionisti volessero fare delle presenti nostre parole, noi, contenti d’aver fatto il dovere di zelanti e franchi scrittori, ripeteremmo tranquillamente, ch’essi “sono padroni del fatto loro, che possono accettare i nostri consigli o possono rifiutarli; ma che i loro milioni ne risponderanno. Essi vedano con quale frutto venne speso il primo milione; il passato è lo specchio del futuro”.