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394 REPLICA ALLA RISPOSTA

nanti di due contropendenze anche maggiori. La qual correzione, aggiunta a quelle degli altri due tronchi, produrrebbe quel risparmio di 140 mila metri cubi, che venne indicato nella Rivista, Perlochè il sig. Milani non osi più narrare a’ suoi partigiani che “questo affare adunque dell’esperto ingegnere è una fandonia” (§ 407.°).

Nel giugno 1836 non v’era ancora il minimo principio di studj; ciò che noi dicevamo sul passaggio presso il lago di Garda era meramente fondato sulla pratica delle carte e sulle reminiscenze di luoghi visti superficialmente e con nessun pensiero d’una strada ferrata. “Le colline fanno cerchio alla parte inferiore del lago di Garda; e quantunque sconnesse e interrotte, formano una delle più gravi difficoltà da superarsi colle opere, o da eludersi sia con un lungo giro, sia colla sostenuta elevazione dei livelli, o colla insensibile loro ondulazione”. Cosi dicevamo allora nelle nostre Ricerche, senza alcun barlume di livellazione. Chi direbbe che dopo cinque anni più che passati, e dopo un milione di spesa, e tante meditazioni, e tante corse di posta, e tante passeggiate a piedi dell’uomo di genio, accerchiato da una ventina d’ingegneri, liberissimi tutti di proporre e di discutere, il suo famoso progetto non ci dica nemmeno una parola di più.

Da Peschiera a Casa Ferri, ove il sig. Milani ha proposto di passare per la più facile il Mincio, la distanza rettilinea è più di 16 mila metri; della quale vasta zona la sacra lista del sig. Milani è appena la ottantesima parte. Quindi egli ne parla “in aria” presso a poco come farebbe qualunque persona. E mentre ad ogni costo non vuoi prendere la linea considerevolmente più breve, presso l’ameno e mercantile lago di Garda, ma la più lunga, nelle lande di Médole, dice tuttavia: ”Io non ho mai negata la possibilità; quanto alla convenienza risponderò subito del sì; ma ben intesi per un braccio, per una diramazione e non per la linea principale (§ 79.°).” E perché no per la linea principale? il perchè del sig. Milani si è, che conviene piuttosto girare per la provincia mantovana, la quale, com’egli va delirando, “dopo quella di Milano è di tutte le provincie lombarde quella che ha la popolazione più fitta” (§ 63.°). Ora sappiate che la popolazione mantovana per densità di popolazione in Lombardia è la quinta! Ella è l’ultima di tutte le provin-