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In una parola, noi abbiamo nella Porrettana due negatività compenetrate: la minima potenzialità, e la minima utilizzazione del materiale mobile.

§ VI. Materiale mobile. — Rispetto alla seconda negatività, la quale in certi dati eventi diventa un elemento di potenzialità della linea, vi sono gravi considerazioni da esporre.

Per quanto riguarda l’uso dei veicoli, il lettore che abbia presente come siano scarsi sulle linee di pianura i veicoli a freno, aventi generalmente per distintivo la garetta del frenatore, e consideri che per la regolare composizione di un treno destinato a correre sulla linea a mite pendenza basta un quinto di tali veicoli, mentre ne occorre la metà sulle rampe del 25 per mille, avrà tosto un’idea esatta dei gravi inconvenienti che sotto tale aspetto s’incontreranno durante la guerra per la composizione dei convogli che devono passare l’Appennino centrale sulle ferrovie esistenti ed in costruzione.

Più grave è ancora la questione rispetto ai mezzi di trazione. Sulla linea a mite pendenza l’operazione di concentramento si potrà compiere impiegando tante locomotive quanti sono i treni che devono inseguirsi. Sulla Porrettana invece occorreranno tre gruppi di locomotive, uno pel servizio di pianura fra Firenze e Pistoia, un secondo (di locomotive speciali) doppio del precedente pel transito sulle rampe Porrettane, ed un terzo eguale al primo pel tratto a mite pendenza in discesa verso Bologna; ossia in totale si dovrà impiegare un numero di locomotive quadruplo di quello occorrente per effettuare lo stesso movimento sulla nuova linea, dato e non concesso che le locomotive speciali del secondo gruppo siano in numero sufficiente per mantenere la continuità del movimento di andata fino al termine della operazione di concentramento.

Di più quest’ultimo gruppo, che dovrebbe essere il più numeroso, è appunto costituito da locomotive speciali di cui le nostre ferrovie hanno una dotazione limitatissima1, e le quali non si possono facilmente provvedere o riparare, specialmente in caso di guerra, per supplire alle deficienze ed ai guasti possibili.

Nè qui sta tutto il male. Il triplice gruppo di locomotive occorrente sulla Porrettana è distribuito in modo che l’uno non può recar sussidio all’altro; quindi, allorché l’operazione di concentramento debba farsi in un periodo durante il quale le locomotive della rete del Po siano tutte impegnate sul teatro della guerra, non vi sarà modo di provvedere al servizio nel tratto Porretta-Bologna senza sconvolgere tutte le ipotesi fatte, e rendere insignificante la potenzialità della Porrettana.

Colla nuova linea invece non solo non è necessario il sussidio del materiale della valle del Po, ma lo stesso materiale delle linee peninsulari può, effettuando trasporti utili, proseguire fino a Bologna ed oltre, e sussidiare il servizio da effettuarsi sul teatro della guerra, evitando l’ingombro che produrrebbe il ritorno immediato del materiale vuoto sulla stessa linea di andata.

La differenza come ognun vede nelle condizioni del servizio sulle due linee, tanto nel caso di un concentramento da Firenze a Bologna, come nel caso inverso di una ritirata, è immensa; ed avuto riguardo alle difficoltà che possono manifestarsi nelle stazioni intermedie delle rampe Porrettane, all’insufficienza dei binari

  1. Ved. nota a pag. 25.