Pagina:Condivi - Vita di Michelagnolo Buonarroti, 1553 (A).djvu/16

P(adre) S A N T O.


O NON ARDIREI, servo indegno, et di sì bassa fortuna, com’io sono, comparir davanti a la Santità Vostra, se l’indegnità et bassezza mia non fossero state prima dispensate, & ínvitate da lei medesima, quando s’humiliò tanto verso di me, che mi fece ammettere a la sua presenza: et con parole conformi a la benignità & altezza ſua, si degnò darmi animo & speranza, sopra al merito, et a la condition mia. Atto veramente Apostolico, per vertù del quale io mi ſento esser divenuto da più ch’io non sono. Et ho seguito i miei studi, & la disciplina del maestro, et del’Idol mio, ſecondo che la Santità Vostra mi confortò ch’io facessi, con tanto fervore; ch’io ho fatte fatiche, & spero di far frutti, che se non hora, a qualche tempo meriteranno forse il favore & la gratia dì Vostra Santítà, e ’l nome d’esser servitore et discepolo d’un Míchelagnolo Buonarrotí, l’uno Principe de la Christianità, l’altro de l’arte del dísegno. Et per dare a la Beatitudine vostra un saggio di quel che