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cui con tanto rovinoso dispendio si pretende d’indurlo a produrre contro natura. La coltivazione delle api, principal antica produzione vallerana, è presentemente molto negletta nella Mesolcina. Con un poco d’industria da questo coltivamento ridonderebbe a tutte le Comuni della Valle un’infallibile gran vantaggio, giacchè il suo clima e vegetazione ne sono favorevoli.

Emigrazione. — Non volendo i Mesolcinesi applicarsi con assiduità alla coltivazione della terra, e non conoscendo che qualche rustico mestiere, essi sono costretti di procacciarsi altrove i mezzi di sussistenza. Già da lungo tempo parte degli uomini mesolcinesi costumano di rendersi in Francia a professar l’arte di vetrajo-pittore, ed altri in Germania in qualità di spazzacamini, da dove apportano ogni anno vistose somme di danaro per estinguere i debiti dalle loro donne dovuti incontrare durante la loro assenza. Si calcola essere la decima parte almeno degli uomini vallerani che sortono in qualità di emigranti dal paese.

Commercio. — Il piccol comune reddito di commercio della Mesolcina, il quale non corrisponde alla spesa che si fa dei diversi necessari generi d’importazione, consiste principalmente in ottocento a mille diverse bestie bovine che annualmente sortono dalla Valle, la maggior parte ap-