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ta l’effetto di questa sperienza il sig. Tumilhac aveva privato del fumo una pianta intera della sua vigna appoggiata a un muro, che la garantiva dal Nord. Nessun germoglio fuggì da questa parte al disordine del gelo, e glì altri furono tutti conservati. Cionullostante la vigna gelò tutta intera li 31 maggio della stessa annata, perchè la persona destinata a vegliare credette vedere della rugiada a un’ora di mattino. Riposò su questa apparenza, sì addormentò, e risvegliossi troppo tardi per combattere quel flagello. »

Si deve al sig. Lambry qualche saggio abbastanza felice per impedire l’intristire della vite; ma la maniera proposta è troppo lunga per non poterne consigliare l’uso. Speriamo che nuovi sforzi dalla parte di quegli uomini, che consacrano le loro veglie ad utili miglioramenti, ci somministreranno presto un metodo quanto certo, altrettanto facile ad eseguirsi. La fruttificazione esige, per farsi, un concorso di circostanze, le quali non esistendo a quell’epoca, la rende più o meno imperfetta, e che spesso l’arresta anche completamente. Le cause naturali, che possono disturbarla, o distruggerla, sono le lunghe e fredde piogge, che si oppongono allo sviluppo delle parti della generazione, i tempi caldi e secchi, che le inaridiscono, e i venti forti ed impetuosi, che le staccano con violenza, le portano lungi: ecco alcune cause dell’intristire cui è ben difficile rimediare. Ma sovente la detta malattia della vite à luogo dopo la fecondazione, allora che il frutto a legato, e ciò per effetto di un succo troppo abbondante, che si