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C A N T O     XI.





1O insensata cura dei mortali,
     Quanto son difettivi sillogismi
     Quei, che ti fanno in basso batter l’ali!
4Chi dietro ad iura, e chi ad aforismi1
     Sen giva, e chi sequendo sacerdozio,
     E chi regnar per forza e per sofismi;
7E chi in rubare, e chi in civil negozio,2
     Chi nei diletti de la carne involto3
     S’affaticava, e chi si dava all’ozio;
10Quando da tutte queste cose sciolto
     Con Beatrice m’era suso in Cielo
     Cotanto gloriosamente accolto.
13Poi che ciascuno fu tornato ne lo
     Punto del cerchio, in che avanti s’era,
     Fermossi, come a candellier candelo;
16Et io senti’ dentro a quella lumera,
     Che pria m’avea parlato, sorridendo
     Incominciar, facendosi più mera:
19Così com’io del suo raggio risplendo,
     Sì, riguardando ne la luce eterna,
     Li tuoi pensieri ond’io cagion apprendo.

  1. v. 4. C. A. aiura,
  2. v. 7. C. A. chi rubare, e chi civil
  3. v. 8. C. A. nel diletto