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370 INFERNO Assur, et aedificavit Ninivem (I). E, però Dante fa questi giganti ese- cutori a Marte, alla forza discorde, dislruggitrice della civiltà, e se- gnatamente di Firenze sua (2Ì : e però benedice alla natura che altri mostri genera, ma non tali in cui l'ingegno s'aggiunge al mal- volere e alla possa. Cicerone : Quid aliud est (jigantum modo bellare eum Diis quam naturae repugnarc? (3). L'Ottimo: Questi giganti hanno a significare quelle persone le quali, per propria industria, po- tenzia e seguito, vogliono nel mondo operare oltre il termine umano... Li poeti... mettonli combattitori con gli Dei; il quale detto a signifi- care che tali abiti soìw contro a Dio j non solo in disordinare loro medesimi, ma eziandio in^ mettere disordine tra le creature. Forse il Poeta intendeva che principio de' tradimenti^morali e politici è Io smisurato orgoglio e 1' irreligioso guelfismo di certi uomini del suo tempo. Nella Volgare Eloquenza, laddove parla della confusione delle lingue, e' nomina i giganti siccome ribelli all'impero del cielo. Fi- lippo il Bello, nel Purgatorio, ò figurato come un drudo gigante. Lu- cifero è nel centro della terra, madro dei giganti che gli stanno in- torno, come gli angeli innanzi a Dio. Ben sono collocati costoro fra' traditori e i frodolenti. Potentes a saeculo viri famosi, li chiama la Genesi (4) ; e Dante fa Anteo e ì suoi pari bramosi di fama. Ugo da S. Vittore : Spiritus su- perbiae amor propriae laudis. I giganti simbolo della superbia , però torreggiano. Ezechiele (5ì : Potentissimi robustorum de medio inferni,., quorum... sepulcra in novissimis lacis. Lsaia (6) : Infernus subter con- iurbatus est in occursum adventus tui , suscitavit Ubi gigantes. Ba- ruch (7): Ibi fucrunt gigantes nominati illi qui ab initio fuerunt , statura magna, scientes bellnm. Il Poeta confondendo la storia di Nembrot con quella della torre, avrà quindi avuta conferma sì a fare i giganti superbi e avidi di fa- ma, e sì a vedere nella guerra loro un simbolo storico delle discor- die e dispersioni originate dalla superbia de' potenti. Celebriamo, di- cono que' della torre, il nome nostro innanzi che ci dividiamo per le regioni diverse della terra... Uno era il popolo e uno il labbro j cioè il linguaggio e la pronunzia di tutti: confondiamo la lingua loro , sicché non oda l'uno la voce dell'altro prossimo suo.... Li disperse il Signore sulla faccia di tutte le regioni (8). E fórse che le parole labbro e voce significhino la differente pronunzia dalla qual poi col tempo le diverse lingue , senza che sia necessario credere le lingue diverse formate al pie della torre: forse che por lingua ha a inten- dersi li linguaggio e il sentimento significati dal senso della parola , nella quale quegli uomini alteri più non convenivano dacché la dis- sonanza era dentro ne' cuori.' Nembrotte, come cacciatore, ha un corno alla proporzione delle sue membra giganti, che rimbomba come tuono: e quel suono guida per le tenebre i due Poeti ; ed ò forse annunzio a Lucifero de' nuovi dan- nati che vengono. Poi trovano EHalte che con Oto è figliuolo d'Aloéo, e lì ha Virgilio nel suo Inferno (9): Hic et Aloidas geminos, immania vidi Corpora: qui manibus magnum rescindere coelum Adgressi, su- (1) Gen., X, 40, U. (b) XXXH, 21, 23. (2) Inf. XIII; Par., XVI. La statua (G) XIV, 9. dì Marte è simbolo della guerra civile, (7) 111, 2fi. (3) Macrobio (Sat., i, 20) vede ne' (8) Gen., XI, 4-9, giganti uomini irriverenti agli Del. (9) Mn., VI. Volle essere esperio Di (4) Gen., VI;, 4. . sua potenzia contro il sommo Giove,