Pagina:Commedia - Inferno (Lana).djvu/191


INFERNO. — Canto VIII. Verso 90 a 93187

     Che sì ardito entrò per questo regno. 90
Sol si ritorni per la folle strada:
     Provi se sa; che tu qui rimarrai,
     Che scorto l’hai per sì buia contrada.




per folgore o per movimenti d’alcuni corpi, come pietre, arbori ecc., quali sono mossi talvolta da esso, e percuoteno nello uomo, e per consequens li fanno lesione.

Lo secondo è per impression d’imagine e spezie visive, le quali elle nella fantasia umana produrrae per lo quale elle ingannerae l’uomo, così dice san Gregorio: diabolus autem opprimendo rapit; aut insidiando circumvolat ; aut suadendo blanditur, aut minando terret, e questo fa in proposito che minacciava e Virgilio e Dante; aut desperando frangit e questo volea fare per romper e lo buono e affettuoso proposito di Dante; aut opprimendo decipit, e questo volea fare, ma non li fu concesso per la divina grazia, la quale li mandò lo messo come apparirà inanzi.

Lo terzo è che ’l demonio inganna in quattro modi l’uomo. Lo primo modo è confortando l’uomo che faccia un bene, ma confortalo ad intenzione che nascano molti mali, i quali siano perdizione dell’anima sua: siccome ch’elli conforta uno instabile uomo, che entri in una religione acciò ch’elli n’esca e diventi un’apostata1. E per questo primo modo voleano ingannare Dante dicendo: quel sen vada, che quasi questa licenzia che li dava aveva apparenzia di bene, e che non li volseno nuocere; e la loro falsa intenzione era che rimanesse smarrito e senza duce e compagnia a ciò che si perdesse.

Lo secondo modo è confortare di fare un male sotto spezia d’essere bene, siccome conservare alcuno da qualunque danno, spergiurarsi per esso. E per questo secondo modo volleno ingannar Virgilio credendo lui trovare fievole e inscio, quando disseno: vieni tu solo, quasi a dire: tu tratterai lo bene del tuo compagno, avegnachè mal sia lassarlo solo. E la loro intenzione era solo a discompagnarli a ciò che dante perdesse speranza.

Lo terzo modo è di sconfortare lo bene sotto cagione di bene acciò che male non se ne segua, come disconfortare una limosina acciò che non se ne segua vanagloria. E secondo questo terzo modo volleno ingannar Dante, quasi a dire: elli è savio, elli vede bene che non può andar più innanzi senza danno: ma acciò ch’elli non lo riceva, solo se ne torni. E la intenzione loro non era quello che sonavan le parole che per bene di lui se ne tornasse, ma solo da torlo ed oviarlo dal cominciato viaggio.

Lo quarto modo è ch’elli disconforta lo malo acciò che si caggia in peggio; siccome disconfortare di mangiare intemperato e di vegliare temperato a ciò che lo uomo se ne astegna tanto ch’elli cagia in indiscrezione e stultizia, come aviene per troppo digiuno e per

  1. Tutto questo periodo s’è acconcio col’aiuto del Codice Riccardiano.