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INFERNO.—Canto IV. Verso 36 a 46 139


     Ch’è parte della fede che tu credi:1
E se furon dinanzi al Cristianesmo,
     Non adorar debitamente Dio:
     E di questi cotai son io medesmo.
Per tai difetti, e non per altro rio, 40
     No’ siam caduti, e sol di tanto offesi,2
     Che senza speme vivemo in disio.
Gran duol mi prese al cor quando lo intesi,
     Perocchè gente di molto valore
     Conobbi, che in quel limbo eran sospesi. 45
Dimmi, Maestro mio, dimmi, Signore,

  1. V. 36. 11 Comm. R. spiega Chiave della fede; e Chiave sarebbe di porta, non di
    parte. Porta hanno alcuni Cod. danteschi; ma il Che non è il quale battesimo, sibbene il relativo di tutta la sentenza. La Vind. e il Di-Ragno han parte nel testo e nel commento, com’è nel testo R. Il Witte ritenne anch’egli parte; e
    io resto fermo a questa dizione sostenuta da antiche stampe, dal Gaet. dall’Ang. da BS, BP, BU, BV, Bg, dal Vat 1399 e Viv. da quattro patavini ecc. dai tre parmigiani, dal Cavr. e dal Laur XL, 7.
  2. V.41. Colla comune e col Lana leggasi perduti; sebbene cosi si fanno dannati come gli altri. Il Codice Cortonese ristorerebbe il danno col bello e vero No’ siam
    caduti.

non funno baptizati, lo quale baptismo è parte1 della fede Cristiana: sichè appare che senza baptismo nulla persona si può salvare.

V. 37. Qui risponde ad una tacita questione, la quale si potrebbe fare in questo modo. Ello fue uno tempo in lo quale non si baptizava, come fu inanzi l’avenimento di Cristo; se battesimo non era ordinato, come doveano elli essere perduti? E dice che se funno inanzi al Cristianesimo, elli non adoronno debitamente Dio, cioè che non seguinno la legge mosaica. E soggiunge, che di quelli cotali ello era, cioè Virgilio: e di questi cotai sono io medesmo.

40. Or dice concludendo che tal difetto, cioè tale mancamento hanno quelli, lo quale li fae essere perduti; vero è che non hanno offensioni da altra cosa, se non c’hanno desiderio di volere bene, ma non hanno speranza.

43. Mostra qui Dante come n’ebbe passione considerando la facoltade di quelli che erano ivi, però ch’erano state persone di grande valore al mondo.

45. Qui tocca Dante la resurrezione di Cristo, e l’andata ch’elli fe’ al limbo a trarne quelli antichi, che lì erano sospesi, perchè non era aperta la porta del Paradiso da Cristo vittorioso signore; e mettelo sotto modo d’interrogazione, e dice che ’l disse a Virgilio: uscì mai da questo luogo alcuno per suo merito o per d’altri? quasi a volere essere certo dalla nostra fede, la quale vince ogni errore.

  1. Il Commento Cod. Rie. ha chiave, e la Vind. parte; e cosi i Cod. spartili. Ma vedasi qui sopra la nota al verso 50 del lesto.