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2 - Rappresentazione numerica dei segnali 19

Passando ai fonemi non vocalizzati, si ha che questi intervengono insieme ai fonemi vocalizzati nella pronuncia delle consonanti. Si hanno due meccanismi principali di eccitazione. Il primo sfrutta la turbolenza che si genera in corrispondenza di restringimenti della cavità orale, come nella pronuncia della consonanti fricative (es.: “s”). Il secondo è di tipo impulsivo ed utilizza il transitorio generato da interruzioni e bruschi rilasci del flusso d’aria che attraversa la cavità stessa, come nella pronuncia della consonanti occlusive (es.: “t”). In entrambi i casi il segnale generato è assimilabile a rumore bianco e presenta, quindi, uno spettro estremamente esteso.

Definiti i due differenti tipi di eccitazione comuni ai vari fonemi, questi ultimi sono generati cambiando le caratteristiche di propagazione dell’eccitazione all'interno del cavo orale ed il tipo di irradiazione utilizzata per la loro pronuncia. Il cavo orale, infatti, ha per la generazione della voce un ruolo paragonabile a quella che ha la cassa di risonanza per uno strumento musicale. A seguito dell’instaurazione di moti naturali al suo interno, si hanno esaltazioni o attenuazioni dello spettro del segnale d’eccitazione, con conseguenti differenziazioni dell’uscita prodotta. Dato che i moti naturali interessano componenti armoniche aventi lunghezze d’onda proporzionali alla distanza tra le pareti della cavità, lo spettro del segnale prodotto dipende dalla conformazione (forma e dimensioni) che la bocca assume durante la pronuncia. La conformazione della bocca è da un lato fissata dalla fisionomia del parlatore, mentre dall'altro è variabile variando la posizione della lingua, della mandibola e delle labbra. Anche l’irradiazione è regolata dal parlatore, innanzitutto bilanciando il contributo della bocca e delle narici tramite la posizione del velo palatale ed inoltre, il contributo da parte della bocca è regolato dal grado di ostruzione del cavo orale da parte della lingua e delle labbra.

Riepilogando, la differenziazione tra fonemi è ottenuta variando il tipo di eccitazione e di propagazione adottata (fig. 1.11). Passando ad analizzare nel dettaglio i differenti tipi di fonemi, si nota che nella pronuncia delle vocali si utilizzano esclusivamente i suoni vocalizzati. Come già detto, l’eccitazione utilizzata è identica per tutte le vocali ed i differenti fonemi si ottengono tramite differenti configurazioni del cavo orale. Le risonanze che si instaurano all'interno della cavità, producono effetti di esaltazione di componenti spettrali, che si manifestano come picchi nell'inviluppo dello spettro del segnale, dette formanti. Un suono vocalizzato, dunque, è ben caratterizzabile in frequenza. Il