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Documento N. LXIII.

MINISTERO DELLA GUERRA.

N. 4818.

Li 16 aprile 1848.


Debbo esprimere all’E. V. un desiderio ed è che ci dia il più spesso possibile i dettagli, non solo del nostro Corpo di operazione, ma altresì dello stato, delle posizioni e dei fatti dell’esercito piemontese. Qui si desidera molto universalmente che il Governo stesso pubblichi nella Gazzetta di Roma le novelle che sono più positive, perchè tutti gli altri giornali raccontano cosi spesso favole, da confondere le menti e lasciare sospesi gli animi, sopra una materia che interessa così grandemente tutto il paese. Quindi è che spero dalla sua cortesia che mi favorisca il più dei dettagli che le sarà possibile sull’andamento della guerra di Lombardia e le ripeto la mia affettuosa stima e considerazione.

Al generale Durando, Bologna.


Documento N. LXIV.1

N. 3587 Segr. Gen.


Illustrissimo signore signor padrone colendissimo.

Il signor generale in capo Durando riconcentra qui i vari corpi d’armata, e ieri giunsero le compagnie svizzere che mancavano al compimento dei due reggimenti, un battaglione dei granatieri, un altro di cacciatori, e due squadroni di cavalleria, uno dei dragoni, l’altro di cacciatori. Sulla linea del Po vanno a collocarsi le colonne civiche e volontarie, e per quella destinazione sono in marcia da Bologna quelle delle Marche ed altri luoghi. Qui oggi si attendono altri corpi di linea, e già sono giunti un battaglione di granatieri, ed altro di cacciatori.

Aumentano in tal maniera, come può credere V. S. ill.ma, le spese e mancano i mezzi per sostenerle. Ho già esaurito la metà del prestito degli scudi 5000 di cui alla mia 14 corrente, N. 3475, e per l’altra metà che si versa in cassa domani ho delle richieste che ne sorpassano l’importare. Ho posto in pratica il pensiero di chiamare i maggiori estimati al versamento della rata che scade il 5 maggio p. v. ed ho avuto la risposta affermativa, che mi offre una risorsa di sei od otto mila scudi, che può bastarmi per pochi giorni. Io non so dopo ciò a qual partito prendermi, e vado a scriverlo a Monsignor Ministro delle finanze, aggiungendogli che, nell’angustia in cui mi trovo, è tanto maggiore per vedermi privo delle disposizioni del Governo, che conosce la mia posizione, e le esigenze dell’armata, non ho altro conforto che quello, a scanso di mia responsabilità, di avere quasi all’importunità rappresentati i bisogni e chiesto continuamente mezzi ed istruzioni.


  1. Dalle Buste della miscellanea politica ecc. Busta 24, Copertina 131.