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capitolo settimo 435

      Come sarà facile scorgere, in questa assemblea predominavano la nobiltà e il censo, ma, anche in mezzo ai nomi di parecchie nullità e di molte mediocrità, tratte a quell’alto ufficio o dallo splendore dell’avito blasone o dalla esuberanza di accumulate ricchezze1, non facevano difetto quelli di uomini chiari nelle scienze, nelle arti, nelle lettere o in cose politiche ed economiche

  1. Ci vuole tutta la - come dovrò chiamarla? - la... disinvoltura faziosa dello Spada per venire ad affermare ai lettori suoi che l’alto Consiglio rappresentava tutti nomi cogniti, mentre, tranne i diciotto, ai quali singolarmente io accenno, gli altri ventotto erano, dal più al meno, o mediocrità o nullità le quali niente, all’infuori della ricchezza e del benevolo capriccio del Sovrano, rappresentavano. A chi infatti erano cogniti e per qual titolo o ragione potevano e dovevano essere cogniti lo Spada Medici, l’Angelelli, il Paoli, il Benti voglio, il Medici, il Laureani, il Paccaroni, il Baldesehi, il conte Andrea Gabrielli, il Bertolini, l’Orsini, il Chigi, il Barberini, lo Strozzi, Il Paolucci deXalboli e l’Altieri? Cfr. con G. Spada, op. cit, vol. II, cap. XII, in fine.