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capitolo settimo 393

il liberalismo, onde essa, contrariamente alle causistiche sottigliezze degli storici papalini, era veramente animata, fra la sera del 30 aprile e il mattino del 1° maggio, senza ordine del Comando generale occupò tutte le porte della città, impedendone l’uscita a coloro che fossero sospetti di sanfedismo. E, non contente a ciò, le milizie cittadine mandarono un loro distaccamento entro il forte di Castel Sant’Angelo, posero guardie alle porte delle case abitate dai cardinali Bernetti, Gazzoli, Ostini, Ugolini e Vannicelli-Casoni - poichè, di già, ai primi clamori, i cardinali Antonelli, Della Genga, Ferretti, Gizzi, Lambruschini, Mattei e Patrizi, avevano riparato presso il Papa, al Quirinale - e arrestarono tutti i corrieri, che arrivavano e che partivano, per intercettare le comunicazioni fra i nemici interni ed esterni della patria.

La sera del 30 aprile vi fu una riunione generale dei soci di parecchi Circoli nelle sale di quello dei commercianti. Vi si affollarono e stiparono più di millecinquecento cittadini, fra cui molti civici capitanati da Ciceruacchio. Ivi parlarono, in vario senso, il Mamiani e lo Sterbini, l’Orioli e il Fiorentino e vi fu deliberato l’invio di un’altra deputazione al Papa, per indurlo a richiamare al potere il Ministero Recchi - meno il cardinale Antonelli, divenuto in quelle ultime quarantotto ore inviso ai più - e a metter fuori una dichiarazione in cui Pio IX, quale Principe italiano, affermasse di voler continuare la guerra contro lo straniero.

Il Papa, al 1° maggio, manda il generale Rospigliosi a casa del cardinale Bernetti, perchè conduca questo porporato al Quirinale; e qui lo Spada afferma che i civici, i quali stavano a guardia del Bernetti, si ribellarono al Generale e non vollero lasciar partire il Cardinale; ma il Minghetti, che di questi avvenimenti ha dettato e inserito nelle sue Memorie una specie di cronaca, ora per ora, lo smentisce solennemente ed afferma che il cardinale Bernetti dichiarò fidarsi dei civici che stavano a guardia della sua abitazione e non volersi muovere1.

I più passionati e caldi fra i soci dei Circoli stavano riuniti permanentemente: nelle sale del Circolo dei commercianti, del

  1. G. Spada, op. cit., vol. II, cap. XI, pag. 263; M. Minghetti, op. cit, vol. I, cap. V, pag. 377 e seguenti.