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gloria di Pio IX»1. L’indirizzo, pieno di laudi pel Pontefice e pieno di proteste di gratitudine e di devozione, conchiudeva coll’invocare che per opera di Pio IX «le genti italiane si colleghino prontamente a mantenere e propugnare la interna sicurezza e la nazionale dignità».

E poi l’onesto Spada e l’illustre Farini verranno a parlare delle agitazioni degli esagerati e dei sommovimenti di piazza!

L’indirizzo fu solennemente presentato al Papa dal senatore, dai Conservatori e da una Commissione del Consiglio: Pio IX rispose trovar giustificata la domanda dal succedersi, anzi dal precipitare degli avvenimenti: lui essere indefessamente inteso a cercar modo di soddisfare il pubblico voto; difficile essere, in chi riunisce due grandi dignità, tracciare la linea precisa che deve distinguere l’uno dall’altro potere, e ciò che in un Governo secolare era facile a farsi in una notte, nel Governo pontificio richiedere maturo esame2.

Il 10 marzo Pio IX, spinto dalla paura, che era divenuta grandissima, anche fra i più reazionari suoi consiglieri, dopo gli ultimi avvenimenti di Francia, ad evitare avarie alla navicella in quel mare burrascoso, gettò via una parte della zavorra, togliendo i portafogli a quasi tutti i ministri ecclesiastici, e li affidò ad altrettanti laici. «Oh il pericolo della rivoluzione fa capace della bontà della riforma! - esclama, arrivato a questo punto, il Farini - La paura prossima dei partiti eccessivi fa carezzare un partito moderato!» sebbene egli sia costretto a confessare che quella risoluzione di affidare ai laici il Governo era stata presa in ritardo3. Onde il nuovo Ministero rimase cosi composto:

Cardinale Giacomo Antonelli, presidente, del Consiglio e ministro degli affari esteri;

Conte Gaetano Recchi, ministro dell’interno;

Avvocato Francesco Sturbinetti, ministro di grazia e giustizia;

Monsignore Carlo Luigi Monchini, ministro delle finanze;

Marco Minghetti, ministro dei lavori pubblici;


  1. L. Pompili Olivieri, op. clt, vol. II, pag. 118 e 119.
  2. Gazzetta di Roma del 7 marzo, n. 37.
  3. L. C. Farini, op. cit., lib. II, cap. XI, pag. 345.