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i primi amori 101

prodotta intera nelle varie edizioni degli scritti giovanili, e che comincia così:

Dove son? dove fui? che m’addolora?
Ahimè ch’io la rividi, e che giammai
Non avrò pace al mondo insin ch’io mora.1

E seguita descrivendo gli effetti prodotti in lui dall’aver riveduto la donna amata, e disperandosi perch’ella lo abbandona di nuovo. — Ma quando e dove la rivide? — Carlo Leopardi raccontò al Mestica che la Cassi tornò a Recanati verso la fine del 1818, ma che allora l’amore di Giacomo per lei era già spento;2 mentre era rimasto preso lui Carlo alle lusinghe della bella parente. Non resta dunque se non supporre un ritorno anteriore della Cassi, del quale Carlo non si ricordò: e la supposizione è dimostrata molto ragionevole dal fatto che intorno al giugno di quello stesso anno 1818 Giacomo scrisse gli argomenti di tre nuove elegie. L’argomento della seconda fu proprio scritto il 28 giugno, quando il poeta finiva venti anni. Non c’è dubbio che queste nuove elegie si riferivano tutte all’amore per la Cassi, e dovevano far seguito alla elegia del dicembre 1817.

Nella prima delle nuove elegie il poeta esprime il desiderio di rivedere la donna amata, e gela e trema al pensare che cosa soffrirà nel comparirle dinanzi ora che sa veramente di esserne innamorato, poiché quando la vide la prima volta non conosceva l’amore. Nella seconda elegia si lagna di non aver fatto ancora nulla di grande per piacere a lei; ed associa all’amor suo l’amore per la patria, per la quale vorrebbe dare i suoi sudori, i dolori, il sangue. (Nel

  1. Vedi Studi filologici di Giacomo Leopardi, raccolti e ordinati da Pietro Pellegrini e Pietro Giordani; Firenze, Le Monnier, 1845, a pag. 161 e seg.
  2. Vedi Mestica, op. cit., pag. 66.