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prefazione. xli

certo tenuto nascosto al Chaucer il nome dell’amico suo, e del libro onde egli aveva tradotto la novella di Griselda. Stando cosí le cose, e non essendo possibile, purtroppo, in tale questione, uscire dal campo delle congetture e delle semplici supposizioni, a

me sembra che senza affermare in modo assoluto e gratuitamente come il Mamroth,1 che il Chaucer conobbe il Decamerone e da questo tolse il piano del suo libro, si possano accettare le conclusioni del Kissner,2 cioé che forse le Canterbury Tales debbono al Decamerone più di quello che comunemente si crede, e che ad ogni modo non ci sono né documenti né ragioni inoppugnabili, i quali ci vietino di poter credere che le novelle del Boccaccio fossero note al Chaucer. Le origini della storia di Griselda si perdono nella tradizione popolare: e in argomenti di questo genere non è raro il caso,

  1. F. Mamroth, G. Chaucer, seine Zeit und seine Abhängigkeit von Boccaccio. Mayer, Berlin. 1872. Pag. 56 segg.
  2. A. Kissner, Chaucer in seinen Beziehungen zur Ital. Literat. Bonn, 1867, Pag. 76.