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novella del giureconsulto. 191

umano fu perduto e condannato a morte, e per questo il figlio tuo fu messo in croce. Gli occhi tuoi benedetti videro tutto il suo tormento: perciò non c’è paragone fra il tuo dolore e quello che qualunque donna può sopportare.

Tu ti vedesti uccidere il figlio davanti gli occhi: invece il figlio mio, il mio bambino, se Dio vuole, è ancora vivo: dunque, Vergine santa, a cui si raccomandano tutti gli addolorati, tu gloria di tutte le donne, tu Vergine bella, tu cielo di rifugio, tu splendida stella del giorno, abbi compassione del mio bambino, tu che col tuo cuore gentile senti pietà di ogni sofferente.„

Poi soggiungeva: “Povero bambino, ahimè! che cosa hai tu fatto, tu che fino ad ora, affè di Dio, non commettesti alcun peccato! Perchè il crudele tuo padre ti vuole morto? Oh, abbiate compassione, caro Castellano: lasciate che il mio bambino resti con voi; e se non osate salvarlo, almeno baciatelo una volta in nome di suo padre.„

E volgendo lo sguardo alla città disse: “Addio marito spietato!„ Quindi si alzò,