Pagina:Chiarini - Dalle novelle di Canterbury, 1897.djvu/210


novella del cavaliere. 137


Il primo strato del rogo era formato di fascetti di paglia.

Ma non starò a raccontarvi per filo e per segno come l’avessero innalzato, e vi risparmierò i nomi di tutti gli alberi che furono atterrati, insieme con le querci, gli abeti, le betulle, gli ontani, i lauri, i pioppi, i salici, gli olmi, i platani, i frassini, i bossi, i castagni, i tigli, gli aceri, gli spini, i faggi, i nocciuoli, e i tassi. Non vi dirò come i silvestri dei, privati della loro abitazione, fuggissero di qua e di là, abbandonando quel bosco dove Ninfe, Amadriadi e Fauni avevano avuto fino allora tranquillo e sereno albergo. Né vi racconterò come gli animali e gli uccelli tutti scappassero spaventati allorché il bosco fu atterrato; né come il suolo della selva, non abituato alla luce del sole, rimanesse spaurito di tanto splendore improvviso. Non dirò, che il rogo era formato prima di uno strato di paglia, poi di tronchi secchi spaccati in tre pezzi, poi di uno strato di verzura e di aromi, coperti da un panno d’oro pieno di pietre preziose, attorno al quale erano appese co-