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novella del cavaliere. 119

morso sotto le briglie d’oro, ed armaiuoli che correvano d’ogni parte con lime e martelli. Era un via vai di gente che veniva a piedi dalla campagna, di plebaglia armata di bastoni, cosí affollata per le vie che non c’era posto dove mettere i piedi; e tutti avevano zufoli, trombe, tamburi e clarinetti, che durante il combattimento mandavano suoni di sanguinosa battaglia. Il palazzo di Teseo era pieno di gente: qua c’era un gruppo di tre persone, là ve n’erano una diecina che questionavano e scommettevano pel vincitore dei due cavalieri tebani. Chi diceva che la battaglia sarebbe andata in un modo e chi nell’altro; alcuni tenevano per quello con la barba nera, altri per quello che era un po’ calvo, altri invece per quello che aveva i capelli cosí folti, ed osservavano che aveva l’aspetto di un guerriero feroce e che si batterebbe fortemente, e soggiungevano: “Ha in mano un’alabarda che peserà almeno una ventina di libbre„.

Per un bel pezzo, fin dal levar del sole, nel palazzo fu una continua questione, per cercare di indovinare chi sarebbe stato il