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novella del cavaliere. 87

sogno di farvi parlare con la tortura, e, per Marte rubicondo7, voi morrete subito.„

A queste parole (le donne, si sa, fanno presto a commoversi) la regina cominciò a piangere, e con lei Emilia e le altre signore del seguito. Tutte ebbero pietà di quei due giovani, di illustre lignaggio, che solo per amore si battevano a quel modo. E vedendoli cosí orribilmente feriti e sanguinanti, si volsero a Teseo gridando: “Signore, abbiate compassione almeno di noi„. E mettendosi in ginocchio per terra, volevano baciargli i piedi. Un cuore gentile si muove facilmente a pietà: e finalmente si commosse anche Teseo. Sebbene furibondo, da principio, contro i due Tebani, riflettendo, poi, alla colpa che avevano commesso, e alla causa che li aveva spinti, sentì che se l’ira li condannava come rei, la ragione non sapeva fare altro che scusarli. Pensò che chiunque, per amore, avrebbe fatto lo stesso, cercando di scappare, ad ogni costo, di prigione. Ebbe, poi, compassione di tutte quelle donne che piangevano in coro, e ripensando nell’animo generoso al caso dei due prigionieri