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A


Dedica Prima


Pochi anni sono, io scrissi, sulla storia d’Italia e sugli insegnamenti pratici a trarne, un libro ch’io serbava a rivedere e pubblicare, in altri tempi. — Ma ora, voi, Signore ed Amico, trattando quasi il medesimo assunto nel vostro libro del Primato, avete fatte inutili molte parti del mio. A che, ridire men bene tante cose magnificamente dette da voi e nelle quali consentiamo? A che, per le poche nelle quali dissentiamo, ripor io con fatica quelle fondamenta dei diritti e dei doveri pubblici Italiani, da voi poste a parer mio irrevocabilmente? A che, ricominciar sempre, rinnegando i predecessori, per profferir sè solo capo di scuola e d’idee, come fanno taluni a grave danno delle Scienze, e che è peggio, delle pratiche più importanti? — Meglio edificare sull’edificato da voi accettar da voi ciò che mi par