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in Roma Giovanni d'Ingolstadt nel 1475; non la geografia di Tolomeo, edizione veneta del 1486; non le Quaestiones Tusculanae del Jenson del 1472, nè il breviario dello stesso editore del 1478; non il Monte santo di Dio di messer Antonio Bettini da Siena che stampò Niccolò della Magna in Firenze nel 1477; e tutte queste edizioni sono in pergamena, siccome altre ve ne hanno che ascendono ad oltre 200. Il rationale divinorum officiorum di Guglielmo Durand, pure in pergamena, non deve esser dimenticato perchè fu il primo libro stampato con caratteri mobili a Magonza da Giovanni Fust e Pietro Hernszheym nel 1459; nè va lasciato senza menzione l’Omero perchè fu il primo libro edito in lingua greca a Firenze, che devesi alla generosità ed alla dottrina di Bernardo della storica casa dei Nerli. Demetrio Calcondila curò la edizione che fu fatta nel 1488, e molti bibliografi, tra i quali principale il Dibdin, ne rilevarono la importanza. Il nostro esemplare è lo stesso che il Nerli presentò a Piero di Lorenzo il Magnifico, siccome ben lo fanno