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Pagina:Cenni storico-bibliografici della R. Biblioteca nazionale di Firenze.djvu/22


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per la più gran parte dagli eredi del senatore Giovambattista Nelli nel 1828.

Dei manoscritti che contiene la Nazionale può dirsi che la maggior parte è di gran pregio; e basterà accennare che alla raccolta Dantesca debbono riferirsi non meno di 100 codici, contenenti le opere del divino poeta ed i commenti ad esse; oltracchè vanno rammentati autografi o copie sincrone dei nostri più antichi classici, cominciando da Brunetto Latini, Guido Cavalcanti, Marco Polo, Ricordano Malispini, Petrarca, Boccaccio e i Villani, venendo poi ai nostri più famosi storici dei secoli XV e XVI (tra i quali vanno numerati molti autografi del Machiavelli e diversi storici inediti) per finire cogli autografi del Galilei e dei suoi più illustri scolari.

E passando ai particolari, rammenteremo il codice già palatino membranaceo della Divina Commedia, un dì appartenuto al Poggiali, il più antico che si conosca, comecché possa riportarsi al 1329 , cioè a soli otto anni dopo la morte di Dante. Altri assai ve ne ha contenenti lo stesso poema: ma lasciando senza