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V. — LE METEORE LUMINOSE. 39

nè potrebbero in modo alcuno derivare da un unico corpo. Se il moto loro fosse parabolico, i bolidi sarebbero affini delle comete, e potrebbero forse derivare se non da un unico corpo, così come vorrebbero le indagini fatte da un punto di vista mineralogico, da una medesima classe di corpi almeno.

Alcuni ritengono che stelle cadenti e bolidi sono una stessa cosa, che le apparenze loro formano i punti estremi di una scala di fenomeni la quale offre dall’uno all’altro una serie di gradazioni continua, che differiscono in ciò solo che le cadenti passano ad una distanza molto più grande dalla Terra. Nello stato attuale della scienza tutte queste cose non si possono dimostrare; se bolidi e cadenti sieno o non una stessa cosa, rimane pel momento insoluto. Neppure le ricerche spettroscopiche apportano luce nella questione. Gli spettri delle cadenti hanno mostrato in alcune di esse materia gasosa incandescente, vapori di sodio e di magnesio in ispecie, hanno mostrato in altre e materiali gassosi e particelle solide incandescenti; particelle solide, materiali gasosi presenta ogni bolide, così come li presentano molti altri corpi cosmici.

10. Talora verso occidente, appena cessato il crepuscolo della sera, oppure verso oriente, avanti il crepuscolo del mattino, si osserva il cielo risplendere d’una luce bianca, lattea, diffusa, la quale sotto forma di un grande triangolo luminoso poggia colla sua base sull’orizzonte, e da questo s’innalza prossimamente lunghesso l’eclittica. Detta dapprima piramide di luce celeste, poi luce zodiacale, essa prende in epoche diverse e in diversi paesi intensità ineguali; talora appena riconoscibile, talora vivamente splendida e tale che non scompare, nè impallidisce pure a fronte della Luna falcata.

La luce zodiacale nei paesi tropicali si mostra regolarmente ogni mattina ed ogni sera durante l’intero anno e in tutto il suo splendore (tav. XXVII). Questo nasce da ciò che in essi è breve la durata del crepuscolo, grande la trasparenza dell’atmosfera, e più specialmente ancora da ciò che in essi l’eclittica fa un angolo grande coll’orizzonte, cosicchè la

luce zodiacale nel suo trasportarsi lunghesso l’eclittica non viene mai a giacere troppo vicino all’orizzonte e ad essere avvolta dalle nebbie di questo. Nei paesi settentrionali, pei quali l’angolo fra l’eclittica e l’orizzonte è piccolo, la luce zodiacale, trasportandosi lungo l’eclittica, ora più ora meno, resta avvolta dalle nebbie dell’orizzonte, ed ora più ora meno, nitida appare: quasi invisibile d’estate, visibile e la sera e il mattino nei mesi iemali, mostrasi più distintamente la sera verso la fine di febbraio e il principio di marzo, il mattino verso la metà di ottobre. Nelle medie latitudini dell’emisfero australe succede qualche cosa di analogo: la si vede meglio la sera in ottobre, il mattino in febbraio e marzo, la sera e il mattino durante i nostri mesi estivi.

Dietro le apparenze, la luce zodiacale risulta quindi d’una nube luminosa ellittica lenticolare, il cui asse maggiore giace press’a poco nell’eclittica ed il cui centro cade nel Sole. È una specie di fuso verso il cui mezzo sta il Sole, che apparentemente si muove lungo l’eclittica col Sole, e del quale noi vediamo talora solo la parte che è a levante del Sole, talora sol quella che è a ponente di esso, talora e l’una e l’altra. Questa, appena descritta, non costituisce però tutta la luce zodiacale, ma solo la parte più splendida e più facilmente osservabile. In circostanze favorevoli mostrasi lungo l’eclittica un altro fuso luminoso simile al precedente, più piccolo, più pallido e col suo mezzo in un punto dell’eclittica diametralmente opposto al luogo del Sole. Questo fuso minore fa esso pure parte della luce zodiacale, e la luce stessa, presa nel suo insieme, forma una grande fascia luminosa che si estende lungo tutta l’eclittica, ed ha due massimi di intensità l’uno coincidente col Sole, l’altro, assai meno splendido, al Sole diametralmente opposto. Taluni assegnano l’atmosfera terrestre quale sede della luce zodiacale, altri, in maggior numero e forse a ragione, la considerano come un fenomeno extraatmosferico e cosmico, ma pel momento intorno alla luce zodiacale si hanno opinioni, non principii fondamentali ed irresistibili; qual sia la natura e l’origine della luce zodiacale, è insoluto.