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INTRODUZIONE



In una bella sera del mese di agosto, traendo per mano un vispo e spiritoso fanciullo di dieci anni, noi passeggiavamo lungo le amene sponde del Melezzo. La Luna, nella sua pienezza, inargentava i monti, e i bei paesi, che contornano il piano Vigezzino; un leggiero zeffiro agitava mollemente le frondi; le acque susurravano fra i ciottoli; nel più profondo silenzio giaceva il resto della natura. Noi scorrevamo taciti quei deliziosi luoghi, assorti in gravi pensieri, e commossi da un sentimento di dolcezza misto a certa qual mestizia, che mal sapremmo definire. Il ragazzo, fermandosi di tratto