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verità istoriche, certezza di luogo e di tempo. Nè si dica che l’odierno nome di Toce non concorda coll’Atisone, poiché se si ha specialmente riguardo al vernacolo, Atos, con cui si chiama dagli Ossolani il fiume, non si potrà a meno di ritrovarvi la massima analogia. D’altronde Leandro nel capitolo Leponzi dice manifestamente, che il fiume Zoza è quello dagli antichi nominalo Athiso, e di tale sentimento sono il lodalo Bescapè, il Capis, il Baudrand, il Durandi, il Napione, e moltis- simi altri. Che Plutarco dica che i Cimbri si divisero dai compagni ut per noricum irent, non ne viene che si dirigessero ai monti del Tirolo. Non è assolutamente da supporsi, che volessero intraprendere un così luogo viaggio per passare in Italia, e allontanarsi di tanto da loro alleati, e ciò tanto più in quanto che poteano più facilmente effettuare tale passaggio per le alpi Ossolane, e pei molti luoghi, che s’incontrano prima di arrivare alle Trentine vette. Non è possibile poi che in soli tre giorni potesse l’enorme turba di gente dal Tirolo portarsi ai campi vercellesi; che dall’uno all’altro luogo vi sono più di trecento miglia, e la strada ovunque intersecata da popolose città, da validissime fortezze, e da considerevoli fiumi, quali l’Adige, l’Oglio, l’Adda, ed il Ticino. All’opposto la Toce non è distante da Vercelli più di quaranta miglia, ed i campi vercellesi sono i primi che s’incontrano, passate le Alpi, capaci di permettere lo sviluppo di così sterminati eserciti. Questa fu senza dubbio la causa , per la quale si convenne di combattere al terzo giorno nell’indicato luogo; per avere cioè un piano conveniente, e per potere nei tre giorni ivi tutti recarsi.

Dalle sopra dette cose dimostrato adunque che i Cimbri passarono la Toce, e non l’Adige, e che combatterono nelle vicinanze di Vercelli, e non di Verona, ci resta d’esaminare quale propriamente fosse la strada dai medesimi tenuta per