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sue narrazioni con piacevoli aneddoti a danno spesso e ad onta della verità.

Ma avanziamoci ad un più minuto esame. Eusebio dice che i Cimbri furono sconfitti nelle vicinanze del fiume Po. Floro medesimo, e Plinio, nel vasto campo chiamato Caudio, o Candio, giusta Alciati e Castiglioni: Velleio vuole, che la pugna seguisse nei campi Raudii. Ora sappiamo, che nelle vicinanze del Po, e non molto distante da Vercelli trovasi tuttora un paese chiamalo Candia; che nel vasto campo posto fra Vercelli e Candia trovansi tutt’ora le vestigia della denominazione di campi Ro, Raude, Robio, Rodi, ecc.; che in quelle pianure trovasi un paese già chiamalo Arcomariano, ed ora Camariano, di cui al dire del lodato Bescapé (1) Omnino a Marii memoriam nomen est, et a Marii Victoria, quam una cum Catulo collega, retulit in campo, ut Plutarchus ait ad Varcellas; che agli Ambasciatori dei Cimbri Mario presentò i Re Teutoni stati presi nei monti Siciani, ora Valsesiani, i quai monti non a Verona, ma a Vercelli si trovano vicini; sappiamo per ultimo, che i Cimbri, differivano la pugna attendendo i compagni, e questi compagni, diretti lungo le sponde del Rodano, doveano certamente passare per le alpi Graie e Pennine, e discendere nel Piemonte. Ciò posto come avrebbero potulo attraversare l’Italia , e portarsi nelle vicinanze di Verona senza essere impediti dai Romani, e dalle tante fortezze naturali, ed artificiali, che doveano incontrare in cosi lungo viaggio?

A tutto ciò si aggiunga poi, che i greci esemplari di Plutarco, e lo stesso Alciati, ed altri molti ritengono concordemente i nomi di Atisonos, e di Vercelli. Non si può dunque in nessuna maniera variare, e convertire quello in Athesim, in Verona questo, imperocché non vi sarebbero più allora ve-

  1. Novaria, pag.82