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PER CERTE STROFE DI ***


I


MI dicevan: Leggete, ei questi ha scritto
     Malinconici versi a voi pensando,
     Mentre il forte a sfogar cuore trafitto
     Canta le sue sventure a quando a quando.

Umile come quei che a nulla ha dritto,
     Poco più spera d’uno sguardo blando;
     E morrà, giura, solitario e afflitto,
     «Sorrisi, amplessi ed estasi» sognando.

Qual se innanzi mi fosse il vuoto immenso,
     Tacita io mi tenea con gli occhi fissi,
     Compresa da un superbo intimo senso.

Poi de ’l ventaglio mordendo la cima,
     Scrollai la testa lentamente e dissi:
     È roba dedicata ad una mima.