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co/i per grandissimo spazio, tanto che la famiglia mi piangeva come morta. In questo tutto il terrore delle diinoniu era andato via: poi venne la presenzia delT umile Agnello dinanzi all’anima mia, dicendo. Non dubitare, che io compirò i desiderj tuoi e degli altri servi miei, lo voglio che tu vegga cli

io sono maestro buono, che fa il vasellajo, il quale disfa e rifa i vaselli, come è di suo piacere. Questi miei vaselli io li so disfare e rifare, e però io piglio il vasello del corpo tuo, e rifollo nel giardino della santa Chiesa con altro modo che per lo tempo passato, e spegnendomi quella Verità con modi e parole molte attrattive, le quali trapasso, il corpo cominciò un poco a respirare ed a mostrare che l’anima fusse tornata al vasello suo. Io era allora piena d’ammirazione, e rimase tanto il dor loro nel cuore, che anco ine 1’ ho: ogni diletto, ed ogni refrigerio, ed ogni cibo fu tolto allora da me, ed essendo poi portata nel luogo di sopra, la camera pareva piena di dimonia, e cominciarono a dare un’altra battaglia, la più terribile che io avessi mai, volendomi fare credere e vedere clic io non fusse quella che era nel corpo, ma quasi uno spirito immondo. Io chiamato allora 1’ adiutono divino con una dolce tenerezza, non refutando però fatica, ma bene dicevo.


Dio intende al mio adiulorio. Signore, allrettali d’ajutarmi!

tu hai permesso che io sia sola m questa battaglia, senza il refrigerio del Padre dell’anima mia, del quale io son privala per la mia ingratitudine. Due notti e due disi passarono con queste tempeste; vero è che la mente ed il desiderio’veruna lesione ricevevano, ma sempre stava fisso nell’obietto suo. ma il corpo pareva quasi venulo meno. Poi il dì della purificazione di Maria volsi udire la messa: allora si rinfrescalo tutti i misterj, e mostrava Dio til grande bisogno che era siccome apparbe poi,, perocché Roma è stata tutta per rivoltarsi (/), sparlando miseramente e con molta ìrreverenzia, se non che Dio ha posto l’unguento sopra i cuori loro, e credo che a vera buona