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solenni che riguardano il bene cornane della Chiesa, e per lo più scrivonsi in caria perora, e suggellansi culi’impronta nel piombo; laddove i brevi formanti con rumore solennità, versano intorno ail oggetti particolari, e, scritti in carta più sottile, portano il sigillo impresso in ceralacca. Volendosi ad un j uè il pontefice Urbano \I giovare dell’ajnlo d’uomini zelanti dell’onore di ftio e de’vantaggi di santa Chiesa a que’ tempi che per essa andavano sì fortunosi a e*- one dello scisma, molti ne chiamo a sè; valendosi in ciò sin* golarmente dell’opera di santa Caterina, la quale di quc’giorni era giunta a Roma, ed in multe delle sue lettere ve Io atea assai forte stimolato. Avendone adunque ella proposti alquanti al pontefice, vennero questi da essi chi mi iti. consegnandone il breve a questa verdine, ed essa non lascio d’incitarli all’andare coll’efficacia delle sue lettere, e di pungere con acri riprensioni alcuno di loro, che, a pretesto dell* amore alla solitudine, non inchinava ponto all’ubbidire.

Veggansi l’Epìstole 71, 127, i3o e i35, le quali tutte sono d’ invito e di stimolo a varj servi di Dio, acciocché si portassero a Roma a porgere coll’ opera loro alcun aiuto al pontefice. Due brevi hannosi di Urbano a questo piìore, l’uno pubblicato da Bartolomeo Scala religioso di Curiosa, Della leggenda del beato Stefano flaconi, discepolo della santa, in data del 6 di settembre, anno primo del di Ini pontificato, cbe viene ad essere il 137S; l’altro avutosi dalla Certosa di Pisa, nel cui archivio si conserva, dato fuori a’ i3 di dicembre dello stesso anno. Or quello di cui parla qui la santa Don pnò già esser il primo, giacché ella non giunse a Roma, e non potè averlo prima del eS di novembre del 1378, siccome consta dalla vita di lei.

Que’ servi di Dio, cui accenna la santa, e cbe nominati vengono nel secondo breve, erano la più parte a lei famigliai» e confidenti, singolarmente il beato Gio. Opezzinghi, nobile Prsano, stato primo priore di Certosa, il beato Gio. delle Celle di Vallombrosa, il beato Guglielmo inglese, il beato Luca generale degli umiliati e cardinale di santa Chiesa.

Del resto sappiamo che questo D. Bartolomeo d presente ubbidì, e si recò agli ordini di Urbano, dal quale venne adoperato in molti affari, siccome lo fu pure in seguito da Bonifacio IX, che se ne valse a maneggiar la concordia nel gran litigio del pontificato, e da Gregorio XII che l’ebbe in altissima stima, e spesso lo richiese di consiglio.

(D) Frate R. è ito lavorare dì là. Cioè fra Raimondo confessore della santa inviatola Urbano in Francia, come s’avvertirà ad altro luogo, il quale non partì di Roma che del mese di dicembre del 1378, onde da ciò raffermasi, che la santa non inviò con questa sua lettera il pi imo de’ brevi, eh* è del mese di settembre, ma il secondo.

(E) U ha mandato al re dì Francia. Callo V re dì Francia, detto il Savio, principe valoroso, prudente e ginsto con Dio e cogli uomini; nello scisma si lasciò condurre a Clemente VII; benché dopo lunghissime deliberazioni dulie assemblee tentile a \ in*