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Annotazioni alla Lettera SÌ.

(A) Le seguenti diciasette lettere iiulirizzale dalla santa a Fra Raimondo suo confessore, erano fuori d’ordine, chi guardi i tempi in cui furono scritte» Or sebbene non sì possa determinare la precisa data di ci.iscbeduna, si è almeno cercato di ordinarle come meglio si poteva, e di torre gfi sbagli ove erano manifesti. F, queste pure dovettero essere in maggior numero, giacché si trova citata dallo stesso Fra Raimondo parte d’una lettera che più non si trova.

£ questa prima non é già diretta a lui ma a Fra Giovanni, detto terzo delTOrdine eremitano, di cui in altro luogo si avrà a parlare.

(B) Acciocché Malatasca non vi pigli. Col nome di Malatasca usa assai di frequente la santa d appellare il demonio, e ad esempio d’essa cost pure lo appellavano fra Ginseppe da Copertine, e la madre Passitea Crogi, fondatrice delle cappuccine, chiari ameudne per eminente virtù; e tuttora usano all’esempio di questa un tal nome le religiose cappuccine di Siena. Il poeta Dante forma aucor egli per simile maniera alcuni nomi a’demon), dicendone l’uno Malebranche, altro Malacoda; anzi ad un tal luogo ddl’inferno dà il nome di Malebolge, dicendo!

Luogo è io inferno detto Malebolge, Il qual nome suona quasi lo stesso cbe Malatasca, non altro significa fido la Toce Tasca che uu piccolo sacco.

(C) E però io voglio e vi comando. Avvegnaccbè amendue questi religiosi fossero d’eminente virtù e dottrina, e più avanzati d’età, pur aulladimeno erano nello spirilo fig iuol e discepoli della santa; la quale perciò comanda loro francamente, onde sì può arguire iu quale altissimo concetto l’avessero di santità; assicurandoci lo stesso Raimondo, che sì e"li, sì gli altri la chiamavano sempre col nome di madre. ^ (D) Perocché il primo dì d’aprile. Da queste parole vedesi chiaro che la paiteuza del bealo Raimondo per Avignone fu prima dell’apiile dell’anno 1376.

(E) Dichiarando a parte sopra il misterio della persecuzione. Cioè della ribellione dello Stato della Chiesa e della guerra, che le faceauo la repubblica di Firenze, e le altre citta con essa allegate, di cui altrove si favellò.

(F) E della rinnovatone ed esaltazione sua ec. Questi felici presagi A ella riforma di santa Chiesa fatti da Cripto Signor nostro alla ‘anta, furono di bel nuovo da lei palesali a Fra Raimondo in Roma, come egli stesso ue lasciò memoria uella leggenda laute volte citata. A que.’ti aunuozj si lieti altro più abbasso ne aggiugne d’uguale contento, cioè quello della conversione degli infedeli a’tempi avTenire; e I’una predizione e l’altra è rapportata da saot’Antouiui nella sua somma istorica; soggiugoeDdo uoo doversi cercare T. IV. ,8*