Pagina:Caterina da Siena - Epistole, 2.djvu/264

264

204 pete quanto bene ne viene per la battaglia? l’uomo ha materia nel tempo delle grandi battaglie di levarsi dalla negligenzia, e d’essere più sollicito ad esercitare, il tempo suo, e di non stare ozioso, e singularmenle all’esercizio dell’orazione santa, nella quale orazione umilmente ricorre a Dio, il quale vede che è sua fortezza, e dimandali l’adjutorio suo; ed anco ha materia di cognoscere la debilezza e fragilità della passione sua sensitiva; unde per questo concepe uno odio verso il proprio amore, e con vera umilità dispregia se medesimo, e fassi deguo delle pene ed indegno del frutto che seguila dopo le pene: ed anco cognosce la bontà di Dio in sè, vedendo che la buona volontà la quale elb ha, che non consente, l’ha da Dio; e però concepe amore nella bontà sua con uno santo ringraziamento, perchè da lui si cognosce e sente conservato nella buona volontà. Nelle battaglie veramente s’acquistano le grandi virtù,’ perocché ogni virtù riceve vita dalla carità, e la carità è nutricala dall’umiltà, e come già abbiamo detto, che nel tempo delle battaglie l’anima ha materia di cognoscere più sè medesima e la bontà di Dio in sè, dico che in sè cognosce la sua fragilità,

però s’umilia, e nella buona volontà, la quale si trova conservata, cognosce in sè la bontà di Dio, unde viene ad amore e carità.


IV. Adunque bene è da godere nel tempo delle battaglie, e non venire mai a confusione, perocché non potendoci alcuna volta il dimonio ingannare coll’amo del diletto d’ esse, ci vuole pigliare con 1’ amo della confusione, volendoci fare vedere che nel tempo delle battaglie siamo riprovati da Dio, e che l’orazione e li alili santi cscrcizj non ci vagliano, dicendo nella mente nostra: Queslo che tu fai non ti vale. Tu debbi fare la tua orazione,

l’alt re cose col cuore schietto e con mente quieta, e non con tanti disonesti e variati pensieri!


meglio t’è dunque di lassare stare; e tutto questo fa il dimonio, acciocché noi giltiamo a terra i santi cscrcizj e l’umile orazione, la quale è l’arma con che