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‘ 4 * r i70 Annotazioni alla, Lettera 70.

(.A) Don Giovanni dalle Cplle monaco Ji Vallombrosa, fiorentino dì patria, nobile per nascitn e«l eminente per Iff dignità di abbate alla santa Trinila di Firenze, oscurò per alcun tempo cjnesu pregi con tetri ed osceni misfatti finché dal generale dell’Ordine fu non pnre rimosso d’ufficio, ma secondo le usanze di quell’età, sottoposto a durissimo carcere. Venne egli allora in sì grande conoscimento de’ suoi eccessi, che trattone dopo un anno sì squallido e rifinito la non potersi reggere in piedi, non pure rifiutò l’antico posto, ma volle pure dilungarsi per sempre dagli uomini, ritraendosi ad un romitorio che si alza sopra il monistero di Vallombrosa, detto dalle Celle, onde ebbe poi il soprannome. Colà inteso lutto alla contemplazione delle cose celesti e ad opre di rigida penitenza, non solo l’Ae dimenticare i trascorsi di sua giovinezza, ma acquistò fama di altissima virtù e di grande perizia nella scienza del cielo. Dal suo rniro inviando lettere a diversi, tornò assai traviati sul cammino della salute: finché rotto da’ patimenti più che dagli anni, in estrema vecchiezza mori, non nel 1378, come scrisse Alberto Uvion, ma verso il 1392, in odore di santità; ed ebbe titolo ili beato. Avea egli stretta amicizia colla santa, e teneala in conto di madre: con che meritò esserle in ispeciale proiezione: dalle intercessioni di lei vivente riconobbe l’essere, risanato da gravissima infermità, e piangendola morta fu consolato ili cara visione, ond ella gli appalesò la sua gloria. Lasciò I). Giovanni parecchie memorie «Iella santa, specialmente in sette epistole a penna esistenti presso la Certosa di Pavia, indiritta a religiosi eremitani, al beato Raimondi» ed altri. Le lettere di questo santo nomo vanno tra le pregiate opere del buon secolo registrate dalla Crusca. Iìgli avea scritta anche una leggenda de’viaggi della santa, siccome avverti il Gigli nella prefazione alla vila di lei, ma per sciagura andò perduta.

KB) R se io mi yollo a secolari. Sembra favellare de’ gravissimi disturbi dall* città di Firenze a tempo dell’ interdetto violato o poco prezzato da molti di quella città.

(C) Che visiono raccomandali i vostri e miei carissimi figliuoli. Di questi discepoli di don Giovanni s’ accennerà alcuna cosa nelle annotazioni alla lettera 309, la quale dalla santa fu loro scritta.