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iq3 fata «lai Rinaldi, il qnale delle lettere di santi Caterina giovasi mirabilmente, non pnre a sostenere la causa d’Urbano, uia s pure per altri affari che correano a q«ic«li anni.

(B\ Perocché quello che voi mostrate d’avere eletto per paura, ap.

par\’e evidente a chiunque il volse vedere, ciò fu messere dt sanili Pietro. Il cardinale di san Pietro di cui dice la santa rhe fu «dello per paura, era il cardinale Francesco Tebaldescbi, o de’ Te ha li deschi romano di patria, ma di condizione mezzana, eletto a cardinale l’anno 1368 da Urbano V„ In quel graudissimo sconcerto mosso nel conclave dalla plebe furiosa di Rama, che a tutti i patti Tolea pontefice un romano, fu da cardinali che lemeano delle lorn «ite, pregato a voler esser alcun tempo in sembiante di pontefice,» o pure, come altri vogliono, senza che eg/’ nulla punto ne sapesse, fu appostatamele sparsa voce da uno de Cardinal’ francesi, che egli era lo eletto, ma non volea accettare la dignità; per avere* intanto il comodo di porsi 11 salvo. Sembrami però più conforme alle parole della santa, che egli ad istanza de’ cardinali s inducesse a tórre la maschera di pontefice, per tenere a bada quel» primo ’Dipelo de* Roman:. Tennela però a breve ora, ricevendo in quel mentre in abito.di cerimonia le acclarrtaz ioni di tutti e gli’ ossequj di molti, che a folla gli ^’appressavano a venerarlo: poiché essendo molto avanzato d età e mal concio "dalla podagra, piò non reggendo alla calca che l’opprimeva, gittolla da sè, e dichiarò al popolo sè non essere l’eletto a pontefice, ma si bene l’arcivescovo di Bari. * * (C) La riverenzia che gli faceste e le grazie domandate a lui,.

Stando alcuni de’cardinali ritirati pel timore, mandarono in iscritto la confermazione della elezione d’Urbano, e gli altri tutti assisterono alla cerimonia solenne della coronazione, e gli dettero pii os*eqnj «oliti dell’adorazione; onde traggono alcuni motivo nuovo di provare il pon’.ificato legittimo d’Urbano, valendo un tale atto di novella elezione. Stefano I’alosio, ^vescovo di Todi, riferisce, come essendo presentata ad Urbano una supplica a nome del cardinale di» Ginevra per una dispensa, dicesse in atto di r»derc: Dicono che io non sono papa, e per raltra parte tutto di mi chieggono grazie.

Vedasi la sopra citata relazione del vescovo di Lucena, nella quale sono annoverale molte dimaode di grazie state falle ad Urbauo dai cardinali francesi... k (D) Ma se fosse vero quello che dite, non avreste voi mentito t noi. Simigliante rimprovero usarono co’cardinali francesi i vescovi dell’ Inghilterra, allorché risposero alla lettera con cui voleano distorli dal più riconoscere Urbano,dopo avere in prima con altra epistola data loro aperta testimonianza di sua legittima elezione. Il principio d’ essa è di questo tenore. Servi nequarn ex ore vestro judicandi, ed a disteso e rapportala da Tomaso VaNmgamo nella’ sua storia del re Riccardo (I. A questo rispondeano essi, che quelle colali lettere l’avevano sciitte contro lor voglia, per timore che aveano di Urbano; ma dato che la vigilanza di Urbano sopra 1 S. Caterina dii Siena. Opere. T. III. | ^13