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Del XIV secolo sono i pilastri ottagoni con capitelli semplici e a foglie di loto che sorgono vicini alla porta d’ingresso e che mettono in mezzo il pozzo. Essi valgono a dimostrare l’importanza che ebbe la villa di Careggi anche in epoche lontane e debbono esser precedenti all’epoca in cui essa appartenne alla famiglia Lippi. Forse furono d’un castelletto posseduto dai Gruidalotti o dai Pilli antichi padroni di case e di terre in questa località, ma nella mancanza di documenti relativi a questa epoca, non m’è stato possibile stabilirlo determinatamente.

Le colonne d’ordine corintio che reggono gli archi e le volte del porticato, si riferiscono certo all’epoca in cui la villa di Careggi fu fatta ridurre da Cosimo il Vecchio coll’opera di Michelozzo Michelozzi. E in questo cortile anche una bella porticina del XIV secolo collo stemma Mediceo sull’architrave.

Le altre porte che danno accesso alle varie parti dell’edifizio, sono decorate in stile del XVI e XVII secolo, talchè si può dire che nel cortile di Careggi è rappresentata l’architettura di quattro secoli nei quali la villa dovette subire le trasformazioni ispirate al gusto ed al carattere diverso dei tempi.

Il pozzo che è fiancheggiato dai pilastri più antichi, ha la sponda modernamente rifatta sul carattere del XVI secolo.

A codesto pozzo si riferisce uno strano episodio che è raffigurato da un affresco tuttora esistente nella villa di Careggi.

La malattia stranissima, piena di crudeli sofferenze, i disturbi continui di stomaco e poi la morte quasi repentina di Lorenzo il Magnifico, non parvero cose naturali, talchè si cominciò a mormorare del medico Maestro Pierleone da Spoleto, uomo di carattere e di modi singolarissimo, che aveva atteso alla