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Pagina:Carlo Rosmini Ragionamento degli Scrittori Trentini 1792.djvu/4

4 Ragionamento

ta dagli altri ritraggesi, e alla solitudine, e alla coltivazion dello spirito s’abbandona, è per poco mostrato a dito e deriso. Dal che nasce che assai rari sono coloro che agli studj si volgano, o vi si volgano costantemente a ben riuscire in essi, battendo quella carriera lunga e difficile, che non può per niuna maniera far lega colla moderna dissipazione. All’acquisto di quel buon gusto, tanto predicato da molti, e tanto conosciuto da pochi, che l’ottimo fa sentire, e distinguerlo dal mediocre, e dal cattivo, un lungo apparato di studj ricercasi, e un lungo svolgere e meditare di libri: quanto più poi non s’esige in chi a qualch’opera s’accinga di tessitura vasta ed artificiosa? È assai ripetuta esclamazione quella di chi si lagna, che il gusto presentemente è corrotto, che è straniero, che più non si scrive che alla foggia Inglese, Francese, o Tedesca, che le oltramontane nazioni, che ci dettan leggi nel vivere, e nel vestire, ci sono anche maestre nel gusto e nello scrivere, quando ne’ tempi andati ci furon discepole, e ogni cosa appararon da noi: verità certo incontrastabile, perciocchè nella maggior parte de’ libri, e de’ libriccini che alla giornata escono a luce, d’Italico per poco non vi si leggono che le desinenze delle parole, e tutto il resto è straniero. Eppure, per quel che a me sembra, non è già