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Pagina:Carlo Rosmini Ragionamento degli Scrittori Trentini 1792.djvu/28

28 Ragionamento

Anche lontano continuò ad amar la sua Donna:

Io sol fra l’Istro e il Reno,
    E fra Boschi a l’usato or piango or grido
    Che amor mi sforza;

e i suoi sospiri e i suoi voti erano del ritorno;

E se del ritornar la speme sola
    Non nutrisse quest’alma afflitta e mesta,
    L’incomparabil duol m’avria già spento.

Sola sua consolazione era in lontananza, una treccia di capelli che la sua Donna gli avea regalato, e che portava al manco braccio annodati:

Donna gli aurati crin che al manco braccio
    Porto per vostro amor ec.

Finalmente dopo anni quattro, nove mesi, ed un giorno, ch’egli era lontano, ottenutone il permesso dal Principe fuo Padrone, fece ritorno alla patria.

Dopo quattr’anni, nove mesi, e un giorno,
    Ne i quali il pianger sol mi fu concesso,
    Mercè del mio Signor, feci ritorno,
    Là dave piansi, e sospirai sì spesso.

Vi giunfe in un dì tenebroso, e mentre dal cielo cadea folta neve, il che prefe egli come funesto presagio:

Il Ciel presago di mia acerba sorte
    Mandava a più poter la neve in terra,
    Quel dì ch’io giunsi ove si chiude e serra
    Calei che mi tien vivo e mi dà morte.

E in fatti non più trovò la sua Donna nella