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66 I. L. CARAGIALE


Egli si precipitò nella camera e prese il fucile che stava sospeso ad un chiodo, quando il suo cognato Cuzzitei, il sindaco, uomo che aveva visto e viaggiato molto, lo seguì afferrandogli la mano... E il pope comprese che in simili momenti, non si deve mai cercare l’ispirazione a distanza di un chilometro; essa ci sta davanti agli occhi — certo chi guarda lontano non la vede... Il pope sospese di nuovo il fucile — aprì il baule, frugò nel fondo, lasciò cadere con molta discrezione il coperchio mettendo a posto il tappeto che vi stava sopra.

Il sindaco passò di nuovo là dove si scriveva il verbale.

L’uomo della legge dettava.

«Disponiamo dunque...»

Cuzzitei l’interruppe, domandando rispettosamente scusa al magistrato, per dirgli qualche cosa... ed uscirono insieme nella stanza attigua.

«Signor procuratore, sussurrò il sindaco lanciandogli certo sguardo, il pope è un gentiluomo... Lei non lo conosce... Favorisca, favorisca!»

E, aprendo la porta, introdusse cortesemente il giovane laureato, nella camera dove l’aspettava impazientemente il pope. E così... si accomodarono le