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NOVELLE ROMENE 65


avrebbe fatto quel ragazzo senza tetto, senza protettore, quando fosse cominciato il gelo e la neve?

— Sarebbe morto su un mucchio di immondizie come un cane vagabondo. Ammettiamo che avesse potuto affrontare tante tempeste! Che cosa ne sarebbe divenuto?... Il manicomio... La prigione... La galera.

La parola dell’oratore aveva conquistato quasi tutti i presenti... Si leggeva sui loro volti un’impressione di benevolenza. Ma il Procuratore del Re rispose corto e con autorità:

«Pope, non puoi sequestrare il minorenne, il minorenne dev’essere restituito a chi di diritto: la legge è con lui, la legge protegge i minorenni... Dura lex, sed lex!»

Il tono magistrale e severo, le parole alte e degne del Procuratore del Re, dovevano inevitabilmente vincere l’impressione che il pope aveva ottenuto con la sua eloquenza sentimentale. Il segretario cominciò a scrivere il verbale, mentre l’uomo della legge gli dettava.

Era deciso: gli si toglieva il ragazzo! Ma egli non poteva lasciarlo! Però... glielo prendevano.

Il pope battè gli occhi sbalorditi e vide sangue...