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60 I. L. CARAGIALE


dormentò di nuovo nelle braccia che lo stringevano con tanta passione.

Nelle vie oscure della città, l’uomo che portava il suo tesoro ebbe la fortuna di non incontrare nessuno: era l’ora che anche i fanali possono essere spenti, che anche le guardie possono dormire. Arrivato all’albergo svegliò il cocchiere e l’oste, pagò e partì. Il giorno seguente, prima di mezzodì, erano a casa, a Dobreni.

La moglie del pope non poteva essere troppo contenta di ciò che il marito le aveva portato dalla fiera. Non è tanto facile ripulire un ragazzo così sudicio. Il corpo era pieno di scorticature e di piaghe cagionate dai graffi e dalla sporcizia. Quante lavature, quante liscivie e pomate per levare a mano a mano, da questo essere abbandonato, la crosta nella quale la miseria, per tanti anni l’aveva avviluppato.

Il ragazzo aveva lasciato volentieri che facessero di lui ciò che volevano. Più difficile a curare che le piaghe erano i vizi e le cattive abitudini... Finalmente anche queste furono vinte; i buoni consigli, la mitezza, qualche osservazione più severa quando occorreva, la devozione della buona gente che l’aveva