Pagina:Caragiale - Novelle rumene (1914).djvu/47


NOVELLE RUMENE 45


Fa scuro e il seminarista gira ancora dinanzi alla casa dove si trova quella donna che gli vorrebbe molto bene «s’egli volesse». La campana della scuola suona, chiamando alla cena. Questo suono lo ridesta, egli si sbriga ed entra.

Tutti stanno a tavola; egli non ha fame... va a mettersi a letto nascondendo sotto il guanciale il biglietto e il garofano, dopo aver lungamente guardato quelle parole, che d’ora innanzi non potrà mai più dimenticare.

Il rumore dei suoi compagni che entravano nel dormitorio lo irritava molto. Alla loro vista mise subito la mano sotto il capezzale, strinse il tesoro e rimase immobile... alcuni gli domandarono qualche cosa... non capì niente... non si muoveva, facendo finta di dormire.

È quasi mezzanotte. Tutti dormono profondamente. Nizza si alza piano piano e con la più grande precauzione esce, trova tastoni la porta della scala e scende nel cortile. Alla finestra c’è luce, è aperta e le tende sono abbassate... egli rimane con gli occhi fissi lassù, errando in un altro mondo, sognato spesso, ma senza mai sperare di vederlo.

Il giovanotto sollevò il petto, stirandosi le braccia