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fata fiore 91


esser servita a puntino, specialmente nei giorni che il Reuccio passava di corsa, proprio quando ella credeva di essersi fatta più bella, lavata, pettinata, e con la biancheria di bucato.

Un giorno, che s’era alzata dal letto di malumore più del solito, aveva gridato sgarbatamente:

— Zoppina, va’ a comprarmi il latte: e sia fresco, zoppina! —

La povera zoppina era scesa in istrada, e, ciampicando, s’avviava verso la bottega del lattaio, quando, dalla svolta della cantonata, ecco sbucare il Reuccio e il séguito a cavallo, di carriera. Ebbe tanta paura, che inciampò, e cadde. Al grido di lei, il Reuccio potè frenare a tempo il suo cavallo e salvarle la vita. Scese subito di sella, l’aiutò a rizzarsi in piedi, le domandò premurosamente se s’era fatta male, e vedendo che zoppicava, credette che fosse per effetto della caduta. Allora le porse il braccio, l’accompagnò dal lattaio e poi la ricondusse fino alla porta di casa.

La sorella maggiore già s’affrettava a scender le scale per non lasciarsi sfuggire quell’occasione di farsi vedere dal Reuccio; già borbottava le belle parole di ringraziamento da dirgli, e già pensava al graziosissimo in-