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Non avea finito di parlare, che una fiammata si accese, e la padellina cominciò a friggere, spandendo attorno un odore che avrebbe risuscitato un morto. Padre e figlia, a una voce, esclamarono:

— Benedetta la padellina e chi ce la diè! —

Corsero alla porta, ma il paletto non si poteva smuovere; corsero alla finestra, ma il lucchetto era più duro del paletto. Intanto il buon odore delle pietanze si sentiva dalla via.

Il Re, saputa la cosa, mandò subito per la ragazza.

— Aprite, vi vuole Sua Maestà.

— Non possiamo aprire; aprite voi. —

Il Re manda i magnani per forzare la serratura o sfondare la porta; i magnani tentano, ritentano, ma inutilmente. Manda allora i muratori per fare un gran buco nel muro; ma i picconi dei muratori si spuntano, il muro par fatto di bronzo.

La Regina agonizzava. Il Re avrebbe dato la metà del regno pur di vederla risanare con le costolette e le frittate della padellina miracolosa. Che fare con quella serratura, con quella porta e con quel muro che resistevano a tutto?

Un giorno finalmente la Regina chiude gli occhi e rimane immobile: la credono morta, e